

La Riabilitazione Implantare
Gli impianti sono in poche parole delle viti di titanio, complesse dal punto di vista ingegneristico e architetturale. Mediante un intervento chirurgico vengono inserite all'interno del processo alveolare. Qui, con il tempo, si "saldano" all'osso circostante o, come sarebbe più corretto dire, si osteointegrano. Gli impianti servono a ricostruire la radice del dente. Attraverso il colletto dell'impanto (la parte che emerge all'esterno dell'osso) viene inserita la protesi vera e propria, o "corona". La corona è la parte visibile del dente.
La riabilitazione implantare ha delle percentuali di successo molto alte e consente di ottenere risultati estetici quasi inistinguibili dal dente naturale ma solo a patto che vengano rispettati alcuni punti chiave:




Esempio Clinico
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Ortopantomografia
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Visione Endorale
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Risultato
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In queste immagini viene mostrato un caso di riabilitazione di un intero mascellare mediante impianti.
Nell'immagine a sinistra l'Ortopantomografia dopo il posizionamento degli impianti (Freccia)
Nell'immagine centrale una visione nel dettaglio della protesi finita
Nell'immagine a destra il sorriso della paziente alla fine del trattamento
In tutte queste condizioni è necessario ricreare l'osso per avere una riabilitazione impiantare ottimale.
L'insieme di queste procedure viene chiamato Chirurgia Preimplantare.
L'osso mancante può essere ricostruito con 3 materiali:

L'osso autologo è il "gold standard", cioè il materiale migliore che esista. Lo svantaggio è che è necessario prelevarlo da un altra sede. Molto spesso tuttavia, nelle ricostruzioni minori, è sufficiente una quantità d'osso modesta che è possibile prelevare dal cavo orale, ad esempio dal ramo mandibolare.


I sostituti dell'osso umano sono spesso derivati dell'osso animale o varie forme di collagene. Anche per questi valgono le stesse considerazioni.
L'osso sintetico e i sostituti hanno tuttavia le loro indicazioni in casi molto selezionati.
Esempio Clinico
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Ortopantomografia Pre
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TAC Preoperatoria
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Nelle immagini qui sopra viene illustrato un caso clinico particolare.
Nell'immagine a sinistra l'OPT alla presentazione alla nostra osservazione: il processo alveolare ha subito un riassorbimento estremo (Freccia Azzurra). E' presente anche un'infezione fungina del seno mascellare (Freccia Gialla) in precedenza confuso con un corpo estraneo.
Alla TAC si conferma la presenza dell'imbottimento del seno mascellare da parte del fungo.
Come prima cosa viene quindi eseguito un intervento di chirurgia endoscopica endonasale (in collaborazione con il Prof. G. Felisati) per rimuovere il "Fungus Ball"
Quindi viene eseguita una ricostruzione del mascellare mediante innesto osseo autologo prelevato dalla cresta iliaca.
A distanza di 3 mesi vengono posizionati gli impianti endossei.
Nelle immagini precedenti viene illustrato il risultato.
Nella TAC a sinistra il buon esito della FESS: il seno è ora libero e ben aerato.
Nella OPT al centro l'immagine dopo 2 anni dal posizionamento degli impianti endossei
Nella immagine a destra il risultato clinico